Chiara Mu

site/situation-specific art

Traccia-audio e Performance per un visitatore alla volta, Sound Corner #81
1 – 28 Febbraio
Progetto per lo spazio Sound Corner, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, a cura di Anna Cestelli Guidi con la presentazione di Cecilia Casorati ed il patrocinio del dottorato #38 in Culture, Pratiche e Tecnologie del Cinema, dei Media, della Musica, del Teatro e della Danza dell’Universita’ Roma Tre in consorzio con l’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Accademia Nazionale di Danza, Il Conservatorio di Santa Cecilia e l’Università di Teramo.
In collaborazione con Giuliana De Santis e Gauri Abbattista.

L’attesa e’ un fenomeno che abbraccia ogni possibile traiettoria del vissuto: che si verifichi nei luoghi di massa – dai campi profughi agli ospedali, dalle hall degli alberghi alle sale preposte nelle stazioni e negli uffici postali –  o in momenti privati come quando si attende dietro la porta del medico specialista per un risultato temuto, quando si fa la fila prima di un evento dal vivo, o si subiscono le code interminabili del raccordo…ogni spazio-tempo connotato dall’attendere diventa un interstizio potenzialmente insidioso nel tessuto emozionale che si cuce durante la giornata. Nella condizione – sempre imposta – dell’attesa di qualcosa o qualcuno, può infatti succedere facilmente di scivolare in uno sguardo “astraente”: un guardarsi da fuori che, nei casi migliori, permette di contattare un senso del proprio stare al mondo proprio in virtu’ della pausa imposta su tutto il resto, in quelli peggiori di fare i conti con l’ignoto che verrà e l’angoscia devastante che questo genera.

Traccia Audio: prodotta in italiano e inglese, ha offerto 5 minuti di centring, una tecnica utile per impiegare il tempo speso nello spazio in pratiche di osservazione interna, seguendo ogni indicazione che la mia voce ha fornito a chi era in ascolto;
Performance: realizzata nei giorni 6 e 7 e poi dal 19 al 22 febbraio, dalle 15 alle 20.30, ha accolto una persona alla volta per circa 20 minuti, con l’intento di trasformare il senso dell’attesa in uno spazio dello stare, dove non era più davvero importante la causalità della presenza ma la qualità di cosa si e’ esperito nel momento. In dettaglio, ho offerto ad ogni visitatore una pratica di osservazione interna e un esercizio di incorporamento di chi vive l’attesa in modo diverso dal nostro per cultura, geografia, circostanze personali o macro-politiche, con l’obiettivo di espandere la capacità empatica, come un riverbero che ingloba ogni parola, ogni immagine, ogni azione, restando in un ascolto partecipe insieme.

Credits:
Matthew Stevenson, Gianni Piacentini, Manuela Gavagnin,
Maria Monti, Giulia D’Alia, Elena Giulia Rossi, Benedetta Lusi.