mìmesis

Installazione Performativa Site-Specific / Esercizio di ostinazione: dalle ore 18 alle ore 20. A cura di Francesca Gallo per Confluenze. Antico e Contemporaneo. Museo dell’Arte Classica, Universita’ La Sapienza, Roma

Nella gipsoteca della facoltà di Lettere, anche nota come Museo dell’ Arte Classica, dimorano le copie di calchi in gesso di sculture greche (originali e copie romane) di varia provenienza e fattura. Il concetto di copia ai miei occhi svanisce in mancanza dell’originale: osservo le statue e le considero eguali rappresentanti del tempo che descrivono, in ogni caso referenti di un periodo storico che ritorna in modo frammentato e profondamente lontano dalla comprensione di un possibile quotidiano. Osservo le statue e ne percepisco le pose, l’imponenza, gli sguardi senza poter penetrare la narrativa che li sottende. Osservo corpi catturati nel proprio essere, pupille svanite dentro occhi che non guardano. Non guardano?

Sono stata seduta due ore immobile, provando ad attualizzare il senso di ‘copia’ di derivazione Platonica (nella definizione di μίμησις/mimesi  come phantasmata, in cui Platone parla di creazione di simulacri, di copie illusorie allo scopo di svelare altri aspetti del reale) fissando l’Ares davanti a me che mi guardava assorto. L’intento era perdermi nel suo sguardo, affermare un rapporto di reciprocita’ con la statua, enfatizzato dalle mie pupille completamente dilatate per l’occasione, inesistenti come le sue. Era possibile per i visitatori avvicinarsi ed osservare, con una lente d’ingrandimento messa a disposizione, il riflesso della statua nel nero senza iride dei miei occhi.

Nella realta’ il mio esercizio di ostinazione e’ diventato un tentativo strenuo di svegliare L’Ares; la supplica muta, desiderosa e piangente che raccogliesse il mio sguardo.

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Credits
Fotografia: Rita Mandolini, Giovanni De Angelis
Logistica:
Antonella Capaldo, Anticaja e Co.,
Gianni Piacentini, Rita Mandolini, Carlo Massaccesi